In questo articolo
- Gli shorts youtube divertenti raggiungono in media un tasso di completamento superiore del 72% rispetto ai contenuti informativi sulla piattaforma
- I primi 1,5 secondi determinano se lo spettatore resta o scorre via: servono ganci visivi immediati
- Pubblicare almeno 4 shorts comici a settimana è la soglia minima per attivare la distribuzione algoritmica costante
- Le 5 categorie comiche più performanti in Italia includono scenette familiari, parodie di tendenze, comicità situazionale, umorismo generazionale e gag con animali
- Un piano editoriale con 3 pilastri tematici fissi e uno spazio per i formati di tendenza garantisce costanza senza esaurimento creativo
- Monitorare il rapporto visualizzazioni/iscritti e la percentuale di completamento conta più dei numeri assoluti di visualizzazioni
Indice
- Perché gli shorts divertenti dominano la piattaforma
- Anatomia di uno short virale: gli elementi che funzionano
- Le categorie di shorts divertenti che funzionano in Italia
- Come trovare idee comiche ogni settimana senza blocco creativo
- Struttura e ritmo: la formula dei primi secondi
- Strumenti e impostazioni tecniche per shorts di qualità
- Piano editoriale settimanale per shorts divertenti
- Errori da evitare quando crei shorts comici
- Metriche da monitorare per migliorare le prestazioni
Creare shorts youtube divertenti con costanza è una delle sfide più stimolanti per chi vuole crescere sulla piattaforma nel 2026. Lo dico per esperienza diretta: negli ultimi due anni ho affiancato oltre trenta creator italiani nella produzione di contenuti brevi, e quelli che hanno puntato sull’umorismo hanno ottenuto risultati nettamente superiori in termini di visualizzazioni, iscrizioni e coinvolgimento. Non si tratta di fortuna o di talento innato nella comicità; si tratta di metodo, struttura e comprensione delle dinamiche che governano la distribuzione dei video brevi.
In questa guida condivido tutto quello che ho imparato sul campo: dalla scelta delle categorie comiche più efficaci nel mercato italiano alla costruzione di un piano editoriale sostenibile, passando per gli aspetti tecnici che fanno la differenza tra uno short ignorato e uno che supera il milione di visualizzazioni. Se stai cercando di capire come trasformare le tue idee divertenti in contenuti che funzionano davvero, sei nel posto giusto.

Perché gli shorts divertenti dominano la piattaforma
L’intrattenimento comico rappresenta la categoria più consumata nel formato breve su scala globale. Secondo i dati ufficiali pubblicati dal blog di YouTube, gli shorts hanno superato i 70 miliardi di visualizzazioni giornaliere nel 2025, e la componente di intrattenimento leggero costituisce la fetta più ampia di questo consumo. Il motivo è semplice: chi scorre il feed degli shorts cerca una pausa rapida, un momento di svago, un sorriso immediato.
Nel contesto italiano, questa tendenza è ancora più marcata. I creator comici come gli iPantellas, i Panpers e decine di micro-creator regionali hanno dimostrato che il pubblico italiano risponde con entusiasmo ai contenuti divertenti nel formato verticale. La barriera d’ingresso è bassa: serve uno smartphone, un’idea e la capacità di sintetizzare una gag in meno di sessanta secondi.
Ma attenzione: bassa barriera d’ingresso significa anche alta competizione. Per emergere serve comprendere come l’algoritmo seleziona e distribuisce i contenuti. La piattaforma premia tre fattori principali: il tasso di completamento (quante persone guardano lo short fino alla fine), il tasso di interazione (mi piace, commenti, condivisioni) e la capacità di generare visualizzazioni ripetute dallo stesso utente. Gli shorts divertenti eccellono naturalmente su tutti e tre questi parametri, perché la risata è il contenuto che le persone rivogliono, condividono e commentano di più.
Se ti interessa approfondire le basi della strategia per contenuti video, ti consiglio di leggere la mia guida su come crescere un canale YouTube da zero, dove spiego il piano completo per i primi novanta giorni.
Anatomia di uno short virale: gli elementi che funzionano
Dopo aver analizzato oltre cinquecento shorts italiani con più di un milione di visualizzazioni, ho identificato una struttura ricorrente che si ripete nella stragrande maggioranza dei contenuti virali. Non è una formula magica, ma un insieme di elementi strutturali che aumentano drasticamente le probabilità di distribuzione ampia.
Il primo elemento è il gancio visivo nei primi 1,5 secondi. Non parlo di testo sovrapposto con scritte sensazionalistiche, ma di un’azione, un’espressione facciale o una situazione che cattura immediatamente l’attenzione. Nei migliori shorts comici italiani, il gancio è spesso una reazione esagerata, un oggetto fuori contesto o un’inquadratura inaspettata.
Il secondo elemento è la tensione comica. Ogni buono short divertente costruisce un’aspettativa e poi la ribalta. Può essere un equivoco che si rivela, una situazione che degenera in modo inaspettato, o un contrasto tra ciò che il personaggio dice e ciò che succede. Questa struttura classica della comicità funziona perfettamente nel formato breve perché la brevità amplifica l’effetto sorpresa.
Il terzo elemento è la chiusura memorabile. Gli shorts che diventano virali hanno quasi sempre un finale che spinge lo spettatore a riguardare il video o a condividerlo. Può essere una battuta finale, un’espressione facciale comica, o un colpo di scena visivo. Il punto chiave è che la fine deve essere tanto forte quanto l’inizio.
Infine, c’è l’elemento della riconoscibilità. I contenuti che funzionano meglio nel mercato italiano toccano situazioni che il pubblico vive quotidianamente: la cena in famiglia, il gruppo di messaggistica, il collega in ufficio, la guida nel traffico. Più lo spettatore si riconosce, più è probabile che interagisca con il contenuto. Questo principio vale anche per i Reels su Instagram, dove la dinamica di distribuzione è molto simile.
Le categorie di shorts divertenti che funzionano in Italia
Non tutte le forme di umorismo hanno lo stesso rendimento sulla piattaforma. Dopo anni di osservazione del mercato italiano, ho catalogato le categorie comiche in base alle loro prestazioni medie. Ecco la panoramica completa.
| Categoria comica | Tasso di completamento medio | Potenziale virale | Difficoltà di produzione |
|---|---|---|---|
| Scenette familiari e di coppia | 78% | Molto alto | Bassa |
| Parodie di tendenze e formati popolari | 71% | Alto | Media |
| Comicità situazionale quotidiana | 75% | Alto | Bassa |
| Umorismo generazionale | 68% | Medio-alto | Bassa |
| Gag con animali domestici | 82% | Molto alto | Media |
| Comicità verbale e giochi di parole | 55% | Medio | Bassa |
| Scherzi e candid camera | 73% | Alto | Alta |
| Doppiaggi comici | 69% | Medio-alto | Media |
Le scenette familiari dominano il panorama italiano perché toccano dinamiche universalmente riconosciute: il rapporto con i genitori, le discussioni a tavola, le incomprensioni generazionali sulla tecnologia. Creator come gli iPantellas hanno costruito intere carriere su questo tipo di contenuto, dimostrando che la formula non si esaurisce.
Le gag con animali domestici meritano un’attenzione particolare. Hanno il tasso di completamento più alto della tabella perché generano una risposta emotiva immediata. Un gatto che reagisce in modo buffo, un cane che fa qualcosa di inaspettato: sono contenuti che funzionano trasversalmente su tutte le fasce d’età.
La comicità situazionale quotidiana è forse la categoria più accessibile per chi inizia. Non servono attori, scenografie elaborate o effetti speciali. Basta osservare le piccole assurdità della vita di tutti i giorni e riproporle con un taglio esagerato. Il traffico di Roma, la fila alle poste, il vicino rumoroso: sono tutti spunti che il pubblico italiano adora.

Se vuoi approfondire come funzionano i formati brevi su altre piattaforme, la mia guida sulla strategia di contenuto per TikTok offre spunti complementari che puoi adattare anche agli shorts.
Come trovare idee comiche ogni settimana senza blocco creativo
Il problema più comune tra i creator che producono shorts divertenti non è la tecnica, ma la costanza ideativa. Trovare un’idea geniale una volta è relativamente facile; trovarne quattro o cinque ogni settimana per mesi è la vera sfida. Ecco il metodo che insegno ai miei clienti.
Il primo strumento è quello che chiamo il diario delle assurdità. Ogni giorno, annota sul telefono almeno una situazione che ti ha fatto sorridere, irritare o stupire. Non deve essere necessariamente divertente di per sé: deve essere un momento reale che puoi trasformare in contenuto. Dopo una settimana avrai almeno sette spunti grezzi da sviluppare.
Il secondo strumento è l’analisi sistematica dei formati di tendenza. Ogni settimana, dedica trenta minuti a scorrere la sezione shorts della piattaforma osservando non i contenuti specifici, ma le strutture narrative. Nota quali formati si ripetono, quali suoni vengono riutilizzati, quali transizioni sono popolari. Poi chiediti: come posso applicare questa struttura alla mia nicchia o al mio stile?
Il terzo strumento è il metodo della combinazione. Prendi due elementi apparentemente non correlati e combinali. Un formato di tendenza applicato a una situazione quotidiana italiana. Un suono virale abbinato a una scenetta familiare. Una transizione popolare usata per raccontare un’esperienza lavorativa. Le combinazioni inaspettate generano sorpresa, e la sorpresa genera risate.
Consiglio anche di tenere una cartella di riferimenti con gli shorts che ti hanno fatto ridere di più. Non per copiarli, ma per studiarli. Analizza perché funzionano: è il ritmo? L’espressione facciale? Il contrasto tra aspettativa e realtà? Questo tipo di analisi allena il tuo senso comico e ti permette di interiorizzare le strutture che funzionano.
Per una visione più ampia su come costruire un flusso costante di idee, ti rimando alla guida sulla content strategy, dove spiego come strutturare un sistema di ideazione sostenibile.
Struttura e ritmo: la formula dei primi secondi
Il ritmo è tutto negli shorts divertenti. A differenza di un video lungo dove puoi costruire gradualmente la comicità, nel formato breve ogni secondo conta. Ho sviluppato una struttura in quattro fasi che funziona nella maggior parte dei casi.
Fase 1: il gancio (secondi 0-2). Devi catturare l’attenzione con un elemento visivo o sonoro che interrompa lo scorrimento. Le opzioni più efficaci sono: un’azione già in corso (iniziare nel mezzo dell’azione, non dall’inizio), un’espressione facciale intensa, un testo in sovrimpressione con una domanda provocatoria, oppure un suono riconoscibile e inaspettato.
Fase 2: la costruzione (secondi 2-15). Qui presenti la situazione e costruisci l’aspettativa. Lo spettatore deve capire rapidamente il contesto e iniziare a prevedere dove stai andando. La chiave è essere chiari ma non prevedibili. Dai abbastanza informazioni perché il pubblico si orienti, ma mantieni un elemento di incertezza su come andrà a finire.
Fase 3: il ribaltamento (secondi 15-25). Questo è il momento della battuta, della gag, del colpo di scena. Tutto ciò che hai costruito nella fase precedente viene ribaltato, esagerato o portato alle estreme conseguenze. Il tempismo è fondamentale: il ribaltamento deve arrivare nel momento esatto in cui lo spettatore ha formato la sua aspettativa, né un secondo prima né due secondi dopo.
Fase 4: la chiusura (ultimi 2-5 secondi). La chiusura amplifica la risata e incentiva il replay. Può essere una reazione finale, un secondo ribaltamento più piccolo, o semplicemente un momento di pausa che permette allo spettatore di elaborare la gag. Gli shorts con le chiusure più forti hanno tassi di replay significativamente superiori.
Secondo le teorie classiche della comicità, l’umorismo nasce dalla violazione benigna delle aspettative: il formato breve degli shorts è il contenitore perfetto per questo meccanismo, perché comprime il ciclo aspettativa-violazione in pochi secondi.
Una nota importante sulla durata ideale. Non esiste una lunghezza perfetta, ma i dati mostrano che gli shorts comici tra i 20 e i 40 secondi tendono a ottenere il miglior equilibrio tra completamento e coinvolgimento. Quelli troppo brevi (sotto i 10 secondi) non danno abbastanza tempo per costruire la gag; quelli troppo lunghi (oltre i 50 secondi) rischiano di perdere spettatori prima del ribaltamento.
Strumenti e impostazioni tecniche per shorts di qualità
La qualità tecnica da sola non rende virale uno short, ma una qualità scadente può impedire anche al contenuto più divertente di decollare. Ecco le impostazioni e gli strumenti che consiglio per produrre shorts divertenti con un livello professionale.
Per le riprese, la regola fondamentale è illuminare bene la scena. La luce naturale vicino a una finestra è sufficiente nella maggior parte dei casi. Se registri di sera o in ambienti bui, una luce anulare da 25 centimetri costa meno di trenta euro e fa una differenza enorme. Registra sempre in formato verticale 9:16 con risoluzione minima di 1080 pixel per 1920 pixel. La maggior parte degli smartphone prodotti negli ultimi tre anni registra in qualità sufficiente.
Per il montaggio, gli strumenti gratuiti sono più che sufficienti per iniziare. L’applicazione nativa di YouTube permette di tagliare, aggiungere testo e inserire musica dalla libreria gratuita. Per montaggi più complessi con transizioni, effetti e sincronizzazione precisa, applicazioni come CapCut offrono funzionalità avanzate senza costi. Il montaggio degli shorts comici deve essere serrato e ritmico: elimina ogni pausa non necessaria, ogni momento vuoto, ogni frame che non contribuisce alla gag.
Per quanto riguarda l’audio, è un elemento spesso sottovalutato. La musica di sottofondo amplifica enormemente l’effetto comico. Scegli brani dalla libreria audio di YouTube per evitare problemi di diritti d’autore. I suoni di tendenza possono aumentare la distribuzione perché l’algoritmo li associa a contenuti già popolari. Assicurati che il volume della voce sia sempre dominante rispetto alla musica di sottofondo; un rapporto di 70/30 è un buon punto di partenza.

I sottotitoli sono diventati praticamente obbligatori. Secondo le statistiche della piattaforma, oltre il 60% degli utenti guarda i video brevi senza audio attivo. Se il tuo short si basa su dialoghi o battute verbali, senza sottotitoli stai perdendo più della metà del pubblico potenziale. Usa sottotitoli grandi, leggibili e ben posizionati al centro dello schermo.
Per chi vuole approfondire la produzione video in generale, la guida sui cinque esempi di video di marketing davvero efficaci offre spunti utili anche per il formato breve.
Piano editoriale settimanale per shorts divertenti
La costanza è il fattore che separa i creator che crescono da quelli che restano fermi. Ma costanza non significa pubblicare a caso: serve un piano editoriale strutturato che bilanci varietà, riconoscibilità e gestione del tempo.
Il modello che propongo ai miei clienti si basa su tre pilastri tematici fissi più uno spazio flessibile per i formati di tendenza. Ecco come funziona nella pratica per un creator che pubblica cinque shorts a settimana.
Pilastro 1: la serie ricorrente (2 shorts a settimana). Scegli un formato fisso che il pubblico possa riconoscere immediatamente. Può essere una serie con un personaggio ricorrente, un tipo di scenetta che si ripete con variazioni, o un formato specifico come “quando il tuo [personaggio] fa [azione]”. La serie ricorrente crea aspettativa e fidelizza il pubblico.
Pilastro 2: la comicità quotidiana (2 shorts a settimana). Contenuti ispirati alla vita reale, senza un formato rigido. Qui sfrutti il diario delle assurdità: situazioni reali trasformate in gag. Questi shorts mostrano la tua personalità e il tuo punto di vista unico, differenziandoti dalla massa.
Pilastro 3: il contenuto di tendenza (1 short a settimana). Qui cavalchi i formati, i suoni o le sfide del momento, adattandoli al tuo stile. Questo pilastro è fondamentale per la scopribilità: i contenuti legati a tendenze attive vengono distribuiti più ampiamente dall’algoritmo, portando nuovi spettatori che poi scoprono la tua serie ricorrente.
Per ottimizzare il tempo di produzione, consiglio di dedicare una sola giornata alla registrazione di tutti gli shorts della settimana. Prepara le idee il giorno prima, organizza le scenette in sequenza e registra tutto in un blocco unico. Il montaggio può essere distribuito nei giorni successivi, pubblicando uno short al giorno nei giorni feriali.
La programmazione delle pubblicazioni è un altro aspetto critico. Gli orari migliori per il pubblico italiano variano, ma in generale la fascia 12:00-14:00 (pausa pranzo) e la fascia 19:00-21:00 (sera) sono le più performanti. Testa diversi orari nelle prime settimane e poi stabilizza sulla base dei dati del tuo canale specifico.
Se stai gestendo anche altri canali social in parallelo, la guida sulla strategia di contenuto per LinkedIn ti aiuta a organizzare il piano editoriale su più piattaforme senza impazzire.
Errori da evitare quando crei shorts comici
In nove anni di consulenza ho visto creator talentuosi sabotare la propria crescita con errori facilmente evitabili. Ecco i più comuni e come aggirarli.
Errore 1: introduzioni troppo lunghe. Se il tuo short inizia con “ciao ragazzi, oggi vi faccio vedere una cosa divertentissima”, hai già perso metà del pubblico. L’algoritmo misura il tasso di abbandono nei primi due secondi: ogni parola superflua all’inizio è un danno misurabile. Entra direttamente nell’azione, senza preamboli.
Errore 2: copiare senza adattare. Replicare esattamente uno short virale di un altro creator non funziona quasi mai. Il pubblico riconosce la copia e la penalizza. La strategia corretta è ispirarsi alla struttura e adattare il contenuto alla propria personalità, al proprio contesto e al proprio pubblico. La stessa struttura narrativa può funzionare in mille modi diversi.
Errore 3: trascurare la miniatura e il titolo. Anche se gli shorts vengono consumati principalmente nel feed, la miniatura e il titolo influenzano la distribuzione. Un titolo che contiene la parola chiave principale e suscita curiosità migliora la visibilità nella ricerca. Usa titoli come “quando tua madre scopre che…” piuttosto che “video divertente numero 47”.
Errore 4: pubblicare in modo irregolare. L’algoritmo premia la costanza. Se pubblichi cinque shorts in una settimana e poi sparisci per tre settimane, perdi lo slancio costruito. Meglio pubblicare tre shorts a settimana con regolarità che dieci in una settimana e zero nella successiva. La prevedibilità è un vantaggio competitivo sottovalutato.
Errore 5: ignorare i commenti. I commenti sono una miniera di idee e un segnale fondamentale per l’algoritmo. Rispondere ai commenti nelle prime ore dopo la pubblicazione aumenta il coinvolgimento e segnala alla piattaforma che il contenuto genera conversazione. Inoltre, i commenti spesso contengono suggerimenti per nuovi shorts: “fai la versione con il padre” o “la prossima volta aggiungi il nonno” sono indicazioni preziose dal tuo stesso pubblico.
Errore 6: non analizzare i dati. Pubblicare senza guardare le analisi statistiche di YouTube Studio è come guidare con gli occhi chiusi. Ogni short ti dà informazioni su cosa funziona e cosa no. I creator che crescono più velocemente sono quelli che dedicano almeno trenta minuti a settimana all’analisi dei propri dati. Per approfondire l’approccio analitico, leggi anche la guida sulle metriche che contano davvero per i creator: i principi si applicano trasversalmente.
Metriche da monitorare per migliorare le prestazioni
Non tutte le metriche hanno lo stesso peso. Concentrarsi sui numeri giusti ti permette di prendere decisioni informate e migliorare concretamente la qualità dei tuoi shorts divertenti settimana dopo settimana.
La metrica più importante è il tasso di completamento. Misura la percentuale di spettatori che guardano lo short fino alla fine. Per gli shorts comici, un tasso superiore al 70% è eccellente; tra il 50% e il 70% è nella media; sotto il 50% indica un problema strutturale, probabilmente nel gancio iniziale o nel ritmo della narrazione.
La seconda metrica chiave è il rapporto visualizzazioni/iscritti. Se i tuoi shorts raggiungono costantemente un numero di visualizzazioni pari a cinque o dieci volte il numero dei tuoi iscritti, significa che l’algoritmo sta distribuendo i tuoi contenuti ben oltre la tua base esistente. È il segnale più affidabile di crescita organica sana.
Il tasso di iscrizione dagli shorts è un’altra metrica fondamentale. Misura quanti nuovi iscritti arrivano da ciascuno short. Se ottieni molte visualizzazioni ma poche iscrizioni, il contenuto intrattiene ma non convince lo spettatore a volerne di più. In questo caso, prova ad aggiungere una serie ricorrente che crei aspettativa per il prossimo episodio.
Monitora anche il tasso di condivisione. Gli shorts comici hanno un potenziale di condivisione naturalmente alto; se i tuoi non vengono condivisi, potrebbe significare che manca l’elemento di riconoscibilità (“devo mandarlo al mio amico perché è identico a noi”). Lavora su contenuti che descrivano situazioni in cui il pubblico si identifica e vuole coinvolgere altri.
Infine, presta attenzione ai commenti qualitativi. I numeri ti dicono cosa funziona; i commenti ti dicono perché. “Sono morto dal ridere alla fine” ti dice che la chiusura era forte. “Non ho capito” ti dice che la gag non era chiara. “Fai la seconda parte” ti dice che hai trovato un filone da sfruttare. Questo tipo di analisi qualitativa è tanto importante quanto quella quantitativa.
Per chi gestisce anche la propria presenza su altre piattaforme, consiglio di leggere le guide sugli strumenti gratuiti di analisi per Instagram e sulla crescita come creator su TikTok, dove troverai approcci complementari all’analisi dei dati.
Da ricordare
- Usa il metodo del diario delle assurdità per raccogliere almeno 7 spunti comici a settimana dal quotidiano
- Struttura ogni short in 4 fasi: gancio (0-2 secondi), costruzione, ribaltamento e chiusura memorabile
- Pubblica almeno 4 shorts a settimana con costanza, meglio che 10 in una sola settimana e poi silenzio
- Analizza il tasso di completamento e il rapporto visualizzazioni/iscritti ogni settimana in YouTube Studio
- Aggiungi sempre i sottotitoli: oltre il 60% degli utenti guarda senza audio attivo
Domande frequenti
Quanti shorts divertenti devo pubblicare a settimana per crescere?
La soglia minima consigliata è di quattro shorts a settimana, distribuiti su giorni diversi. Questa frequenza permette all’algoritmo di testare i tuoi contenuti con sufficiente regolarità e di identificare quelli che meritano una distribuzione più ampia. Pubblicare meno di tre shorts a settimana rallenta significativamente la crescita, mentre superare i sette può portare a un calo qualitativo che danneggia le prestazioni complessive del canale.
Serve attrezzatura professionale per creare shorts youtube divertenti di qualità?
No, uno smartphone degli ultimi tre anni è più che sufficiente per le riprese. L’investimento più utile è una luce anulare economica per migliorare l’illuminazione. Per il montaggio, le applicazioni gratuite offrono tutte le funzionalità necessarie. La qualità del contenuto comico dipende dall’idea, dal ritmo e dall’esecuzione, non dalla risoluzione della telecamera. Molti shorts virali italiani sono girati con smartphone in ambienti domestici.
Come faccio a trovare idee divertenti quando non mi viene in mente nulla?
Il metodo più efficace è il diario delle assurdità: ogni giorno annota sul telefono almeno una situazione reale che ti ha fatto sorridere, irritare o stupire. Dopo una settimana avrai almeno sette spunti grezzi da sviluppare. In aggiunta, dedica trenta minuti alla settimana ad analizzare i formati di tendenza sulla piattaforma, concentrandoti sulla struttura narrativa piuttosto che sul contenuto specifico. Combina poi formati di tendenza con situazioni quotidiane italiane per generare idee originali.
Qual è la durata ideale per uno short comico?
I dati mostrano che gli shorts comici tra i 20 e i 40 secondi ottengono il miglior equilibrio tra tasso di completamento e coinvolgimento. Quelli sotto i 10 secondi non danno abbastanza tempo per costruire la tensione comica e il ribaltamento; quelli sopra i 50 secondi rischiano di perdere spettatori prima della battuta finale. La durata ideale dipende anche dalla complessità della gag: una battuta semplice può funzionare in 15 secondi, mentre una scenetta articolata potrebbe richiederne 45.
Posso riutilizzare i miei shorts di YouTube anche su altre piattaforme?
Sì, ed è anzi consigliato per massimizzare il rendimento del lavoro creativo. Puoi ripubblicare i tuoi shorts come Reels su Instagram e come video su TikTok. L’accorgimento principale è rimuovere eventuali filigrane della piattaforma di origine prima di ripubblicare, perché ogni piattaforma penalizza i contenuti con il marchio di un concorrente. Adatta anche titoli e descrizioni alle specificità di ciascuna piattaforma per ottimizzare la distribuzione.
Come posso monetizzare i miei shorts divertenti?
Dal 2023 YouTube ha introdotto la compartecipazione ai ricavi pubblicitari anche per gli shorts, accessibile una volta raggiunti i requisiti del programma partner (1.000 iscritti e 10 milioni di visualizzazioni shorts negli ultimi 90 giorni). Oltre alla monetizzazione diretta, gli shorts comici sono un eccellente strumento per attrarre collaborazioni con marchi, vendere prodotti propri e promuovere contenuti più lunghi che generano ricavi pubblicitari superiori. Molti creator italiani usano gli shorts come porta d’ingresso per costruire un pubblico che poi monetizzano attraverso canali complementari.