Social media manager codice ATECO: quale scegliere e come aprire partita IVA

In questo articolo

  • Il codice ATECO principale per il social media manager è il 73.11.02, relativo ai servizi di consulenza pubblicitaria
  • Il coefficiente di redditività in regime forfettario è del 78%, tra i più alti per i professionisti digitali
  • L’iscrizione alla Gestione Separata INPS prevede un’aliquota contributiva del 26,07% sul reddito imponibile
  • Esiste un secondo codice utilizzabile, il 73.11.01, ma è più indicato per chi gestisce campagne pubblicitarie in senso stretto
  • Il limite di fatturato per restare nel regime forfettario è di 85.000 euro annui lordi
  • Chi svolge anche attività di formazione può affiancare il codice ATECO 85.59.20 come secondario

Codice ATECO per social media manager: qual è quello giusto

Ho perso il conto delle volte in cui un collega freelance mi ha scritto chiedendomi: “Giulia, ma quale codice ATECO devo scegliere per aprire partita IVA come social media manager?”. È una domanda che sembra banale, ma nasconde insidie reali. Sbagliare codice significa pagare più tasse del dovuto, oppure trovarsi con un inquadramento fiscale incoerente con l’attività svolta.

Il codice ATECO corretto per il social media manager è il 73.11.02, che corrisponde alla voce “Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari”. Questo codice rientra nella macro-categoria dei servizi pubblicitari e copre tutte le attività tipiche del nostro lavoro: gestione dei profili social, creazione di piani editoriali, analisi delle performance, consulenza strategica per la comunicazione digitale.

L’ISTAT, che cura la classificazione ATECO, aggiorna periodicamente queste categorie. La versione attualmente in vigore, ATECO 2007 aggiornata al 2022, non prevede ancora un codice specifico dedicato esclusivamente al social media management. Per questo motivo, il 73.11.02 resta la scelta più aderente alla realtà operativa della professione.

Nella pratica, quando gestisco i profili Instagram, Facebook o LinkedIn di un cliente, creo contenuti, definisco strategie e analizzo i dati di engagement rate, tutto questo rientra perfettamente nel perimetro del codice 73.11.02. Non c’è bisogno di inventarsi soluzioni creative: questo codice funziona.

Il modello AA9/12 dell'Agenzia delle Entrate è il primo passo per aprire la partita IVA
Il modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate è il primo passo per aprire la partita IVA

Differenza tra codice ATECO 73.11.01 e 73.11.02

Qui serve fare chiarezza, perché la confusione tra questi due codici è molto diffusa. Vediamoli nel dettaglio.

Il codice 73.11.01 si riferisce a “Ideazione di campagne pubblicitarie”. Si rivolge a chi concepisce, progetta e realizza campagne pubblicitarie vere e proprie: agenzie creative, art director, copywriter pubblicitari in senso classico. Se lavori esclusivamente sulla pubblicità online con budget media e pianificazione ADV, questo potrebbe essere il codice più appropriato.

Il codice 73.11.02, invece, ha un perimetro più ampio. Include la conduzione di campagne di marketing, la consulenza pubblicitaria e tutti quei servizi che non si limitano alla sola ideazione creativa. Per un social media manager che si occupa di strategia organica, gestione quotidiana dei canali, community management e reportistica, il 73.11.02 è la scelta naturale.

Caratteristica 73.11.01 73.11.02
Descrizione ufficiale Ideazione di campagne pubblicitarie Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari
Attività principali Creatività, concept, art direction Strategia social, gestione canali, consulenza marketing
Coefficiente di redditività (forfettario) 78% 78%
Cassa previdenziale Gestione Separata INPS Gestione Separata INPS
Adatto al social media manager Solo se focus su ADV puro Sì, scelta consigliata
Iscrizione CCIAA obbligatoria No (attività professionale) No (attività professionale)

Un dettaglio importante: entrambi i codici condividono lo stesso coefficiente di redditività del 78% in regime forfettario. Quindi, dal punto di vista puramente fiscale, la differenza economica tra i due è nulla. La distinzione riguarda la coerenza tra ciò che dichiari di fare e ciò che effettivamente fai, un aspetto che l’Agenzia delle Entrate può verificare in caso di controllo.

Regime forfettario per social media manager: tasse e contributi

Il regime forfettario è la scelta fiscale più diffusa tra i social media manager freelance in Italia, e per buoni motivi. Permette una gestione semplificata della contabilità e offre un’aliquota sostitutiva molto vantaggiosa.

Con il codice ATECO 73.11.02 in regime forfettario, il coefficiente di redditività è del 78%. Significa che su 100 euro di fatturato, il fisco considera imponibili 78 euro. I restanti 22 euro sono considerati costi forfettari, indipendentemente dalle spese reali sostenute.

L’aliquota sostitutiva è del 15%, che scende al 5% per i primi cinque anni di attività se si rispettano determinati requisiti. Secondo quanto previsto dalla normativa dell’Agenzia delle Entrate sul regime forfettario, per accedere all’aliquota ridotta non devi aver esercitato nei tre anni precedenti un’attività d’impresa o professionale analoga.

Facciamo un esempio concreto. Supponiamo di fatturare 40.000 euro lordi in un anno:

  • Reddito imponibile: 40.000 × 78% = 31.200 euro
  • Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): 8.133,84 euro
  • Base imponibile per l’imposta: 31.200 − 8.133,84 = 23.066,16 euro
  • Imposta sostitutiva al 15%: 3.459,92 euro
  • Totale tasse e contributi: circa 11.593,76 euro
  • Netto approssimativo: circa 28.406 euro

Con l’aliquota al 5% dei primi cinque anni, l’imposta sostitutiva scenderebbe a soli 1.153,31 euro, portando il netto a circa 30.712 euro. Una differenza significativa che rende i primi anni di attività particolarmente sostenibili dal punto di vista economico. Se vuoi approfondire quanto guadagna un social media manager nel mercato italiano, ho analizzato i numeri reali nel dettaglio.

Calcolare tasse e contributi INPS è fondamentale per un social media manager freelance
Calcolare tasse e contributi INPS è fondamentale per un social media manager freelance

Gestione Separata INPS: come funziona per chi lavora nel digitale

Il social media manager con partita IVA non ha una cassa previdenziale di categoria dedicata. L’iscrizione avviene quindi alla Gestione Separata INPS, il fondo previdenziale destinato ai liberi professionisti senza albo.

L’aliquota contributiva per il 2026 è del 26,07% per chi non ha altre forme di previdenza obbligatoria. Se invece sei anche dipendente con un contratto che prevede già il versamento di contributi, l’aliquota scende al 24%. Questo è un punto che molti trascurano: se stai avviando l’attività freelance mantenendo un impiego part-time, il carico contributivo è inferiore.

I contributi si calcolano sul reddito imponibile, quindi sul 78% del fatturato in regime forfettario. Il versamento avviene in due acconti e un saldo, con le seguenti scadenze:

  • 30 giugno: saldo anno precedente e primo acconto anno corrente
  • 30 novembre: secondo acconto anno corrente

Un consiglio pratico che do sempre ai miei clienti quando li aiuto nella gestione social media: accantona il 30-35% di ogni fattura in un conto separato destinato a tasse e contributi. Sembra tanto, ma evita brutte sorprese a giugno e novembre. Ho visto troppi colleghi in difficoltà perché non avevano pianificato questi pagamenti.

Come aprire la partita IVA da social media manager: procedura passo dopo passo

Aprire la partita IVA come social media manager non è complicato, ma richiede attenzione ai dettagli. Ecco la procedura che consiglio, basata sulla mia esperienza diretta e su quella dei freelance che ho seguito negli anni.

Passaggio 1: scegli il regime fiscale. Per la maggior parte dei social media manager che iniziano, il regime forfettario è la scelta migliore. I requisiti principali: fatturato annuo inferiore a 85.000 euro, redditi da lavoro dipendente dell’anno precedente inferiori a 30.000 euro (se applicabile), nessuna partecipazione in società di persone.

Passaggio 2: compila il modello AA9/12. È il modulo dell’Agenzia delle Entrate per l’apertura della partita IVA. Puoi presentarlo online tramite il sito dell’Agenzia, oppure di persona presso un ufficio territoriale. Nel modulo indicherai il codice ATECO 73.11.02 come attività prevalente.

Passaggio 3: iscrizione alla Gestione Separata INPS. L’iscrizione si effettua online sul portale INPS, nella sezione dedicata ai lavoratori autonomi. Non servono documenti particolari oltre al codice fiscale e alla partita IVA appena aperta.

Passaggio 4: verifica l’obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio. Qui c’è un punto che genera molta confusione. Il social media manager che opera come libero professionista (consulenza, strategia, gestione operativa) non è obbligato a iscriversi alla Camera di Commercio. L’obbligo scatta solo se l’attività viene configurata come impresa commerciale, il che è raro per un freelance.

Passaggio 5: attiva la fatturazione elettronica. Dal 2024, la fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari. Esistono diversi software gratuiti o a basso costo per gestirla. Il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate è il canale attraverso cui transitano tutte le fatture.

L’intero processo, dall’apertura della partita IVA all’emissione della prima fattura, richiede in media 3-5 giorni lavorativi. Se ti affidi a un commercialista, lui gestirà tutti i passaggi burocratici; il costo annuo di un commercialista per un forfettario si aggira tra i 400 e i 900 euro all’anno.

Codici ATECO secondari per attività correlate

Nella realtà del mercato italiano, raramente un social media manager si limita a gestire profili social. Molti di noi offrono servizi complementari che possono richiedere codici ATECO aggiuntivi. La buona notizia è che puoi aggiungere codici secondari alla tua partita IVA in qualsiasi momento, senza costi aggiuntivi.

Ecco i codici secondari più utili per chi lavora nel marketing digitale:

Codice ATECO Descrizione Quando serve Coefficiente di redditività
73.11.02 Conduzione campagne marketing Attività principale di SMM 78%
73.12.00 Attività delle concessionarie pubblicitarie Intermediazione spazi pubblicitari 78%
74.10.21 Attività dei disegnatori grafici Creazione grafica, brand identity 78%
62.02.00 Consulenza informatica Consulenza tecnica su piattaforme digitali 67%
85.59.20 Corsi di formazione Formazione e docenze su social media 78%
74.20.19 Altre attività fotografiche Shooting fotografici per contenuti social 78%

Un’attenzione particolare merita il codice 62.02.00 per la consulenza informatica: ha un coefficiente di redditività del 67%, più basso rispetto al 78% del codice 73.11.02. Se una parte significativa del tuo lavoro riguarda la consulenza tecnica su piattaforme e strumenti digitali, potrebbe convenirti valutare con il commercialista se inserirlo come codice prevalente. Il risparmio fiscale può essere rilevante.

Chi si occupa anche di content creation in senso più ampio, producendo video, foto professionali e materiale creativo, potrebbe trovare utile affiancare il codice 74.10.21 o il 74.20.19. Nella mia esperienza, il confine tra social media management e content creation è sempre più sfumato.

Organizzare le scadenze fiscali è importante quanto pianificare i contenuti social
Organizzare le scadenze fiscali è importante quanto pianificare i contenuti social

Errori comuni nella scelta del codice ATECO

In nove anni di lavoro nel settore, ho visto ripetersi gli stessi errori. Ecco quelli da evitare assolutamente.

Errore 1: scegliere il codice 70.22.09 (altre attività di consulenza imprenditoriale). Molti commercialisti generalisti, non familiari con le professioni digitali, suggeriscono questo codice generico. Il problema è che non descrive in modo accurato l’attività di social media management e potrebbe creare problemi in caso di verifica fiscale. Il codice 73.11.02 è molto più specifico e pertinente.

Errore 2: confondere attività professionale con attività d’impresa. Se ti iscrivi alla Camera di Commercio come impresa individuale anziché come libero professionista, dovrai versare i contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS anziché alla Gestione Separata. Questo comporta il pagamento di contributi fissi minimi di circa 4.200 euro all’anno, indipendentemente dal fatturato. Per un freelance agli inizi, è un costo insostenibile e, soprattutto, evitabile.

Errore 3: non dichiarare tutte le attività svolte. Se fatturi servizi di formazione usando solo il codice 73.11.02, rischi un’incongruenza. Ogni attività significativa deve avere il proprio codice ATECO. Aggiungere un codice secondario è gratuito e si fa in pochi minuti.

Errore 4: pensare che il codice ATECO determini cosa puoi o non puoi fare. Il codice ATECO serve a classificare l’attività ai fini statistici e fiscali, non è una licenza operativa. Puoi emettere fatture per servizi correlati al tuo codice principale senza problemi, purché rientri ragionevolmente nel perimetro della descrizione. Non serve un codice diverso per ogni singola prestazione.

Se stai valutando il percorso da freelance e vuoi capire meglio le competenze richieste, ho scritto una guida su cosa fa chi lavora nel digital marketing che può aiutarti a chiarire il quadro.

Confronto tra regimi fiscali per social media manager

Non tutti i social media manager possono o vogliono restare nel regime forfettario. Ecco un confronto tra le opzioni disponibili, così puoi valutare con il tuo commercialista quale sia la più adatta alla tua situazione.

Parametro Regime forfettario Regime ordinario semplificato
Limite di fatturato 85.000 euro Nessun limite
Aliquota imposta 15% (5% primi 5 anni) IRPEF a scaglioni (23%-43%)
IVA Non applicata Applicata (22%)
Deduzione costi reali No (forfettari al 22%) Sì, tutti i costi documentati
Fatturazione elettronica Obbligatoria Obbligatoria
Contributi INPS Sul 78% del fatturato Sul reddito netto effettivo
Costo commercialista medio 400-900 euro/anno 1.000-2.500 euro/anno
Ideale per Fatturato sotto 50-60K Fatturato sopra 60-70K o costi elevati

Il punto di svolta tra forfettario e ordinario dipende molto dai costi reali dell’attività. Se lavori da casa, usi il tuo computer e i tuoi strumenti, con poche spese deducibili, il forfettario resta conveniente anche a fatturati medio-alti. Se invece hai un ufficio, collaboratori, abbonamenti costosi a software professionali e altre spese significative, il regime ordinario potrebbe convenirti prima di quanto pensi.

Un aspetto che molti sottovalutano: nel regime forfettario non puoi scaricare l’IVA sugli acquisti. Se investi spesso in attrezzatura, software o formazione, questa IVA non recuperabile diventa un costo reale. Tienilo presente quando fai i conti.

Per chi gestisce team e ha costi strutturali importanti, la gestione professionale dei social media richiede una pianificazione fiscale più sofisticata che va oltre il semplice regime forfettario.

Obblighi fiscali e scadenze da rispettare

Una volta aperta la partita IVA con il codice ATECO 73.11.02, ci sono obblighi e scadenze precise da rispettare. Li riassumo in modo pratico, come avrei voluto che qualcuno li riassumesse a me quando ho iniziato.

Fatturazione elettronica: ogni prestazione va documentata con fattura elettronica inviata tramite il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate. In regime forfettario, la fattura non riporta l’IVA e deve contenere la dicitura relativa al regime agevolato. Il termine per l’emissione è di 12 giorni dalla data dell’operazione.

Dichiarazione dei redditi: va presentata entro il 30 novembre dell’anno successivo a quello di riferimento. Per i forfettari si compila il quadro LM del modello Redditi PF. Non è necessario il modello 730, che è riservato ai lavoratori dipendenti.

Scadenze di pagamento fiscali e contributive:

  • 16 marzo: versamento annuale del diritto camerale (solo se iscritti alla CCIAA)
  • 30 giugno: saldo imposte e contributi dell’anno precedente; primo acconto dell’anno in corso (40% dell’importo dovuto)
  • 30 novembre: secondo acconto dell’anno in corso (60% dell’importo dovuto)

Dal punto di vista operativo, ti consiglio di utilizzare un calendario editoriale non solo per i tuoi clienti, ma anche per le scadenze fiscali. Io uso un Google Calendar dedicato con promemoria 30 e 7 giorni prima di ogni scadenza. Sembra banale, ma una multa per ritardato pagamento parte dal 15% dell’importo dovuto: non è il tipo di sorpresa che vuoi.

Conservazione dei documenti: le fatture elettroniche vengono conservate automaticamente dal Sistema di Interscambio per 15 anni. Tuttavia, è buona prassi mantenere una copia locale di tutta la documentazione fiscale per almeno 5 anni dalla data di presentazione della dichiarazione.

Se stai costruendo la tua presenza professionale e vuoi capire come posizionarti sul mercato, la guida su come trovare opportunità come social media manager può darti spunti concreti per acquisire i primi clienti dopo aver aperto la partita IVA.

Da ricordare

  • Scegli il codice ATECO 73.11.02 come attività principale per il social media management
  • Verifica con il commercialista se conviene il regime forfettario al 5% nei primi cinque anni di attività
  • Accantona almeno il 30-35% di ogni fattura per tasse e contributi INPS
  • Non iscriverti alla Camera di Commercio se operi come libero professionista: risparmierai circa 4.200 euro di contributi fissi annui
  • Aggiungi codici ATECO secondari gratuiti se svolgi attività come formazione (85.59.20) o grafica (74.10.21)

Domande frequenti


Qual è il codice ATECO corretto per il social media manager?

Il codice ATECO più adatto per il social media manager è il 73.11.02, che corrisponde a “Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari”. Copre la gestione dei profili social, la strategia digitale, la creazione di piani editoriali e l’analisi delle performance. Non esiste ancora un codice specifico dedicato esclusivamente al social media management nella classificazione ATECO vigente.


Quanto costa aprire la partita IVA come social media manager?

L’apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate è gratuita. L’unico costo iniziale è quello del commercialista, se decidi di affidarti a un professionista per la gestione fiscale. Il costo annuo di un commercialista per un regime forfettario varia tra 400 e 900 euro. L’iscrizione alla Gestione Separata INPS è anch’essa gratuita.


Il social media manager deve iscriversi alla Camera di Commercio?

No, se operi come libero professionista. L’iscrizione alla Camera di Commercio è obbligatoria solo per chi configura l’attività come impresa commerciale. Per un social media manager freelance che offre consulenza e servizi professionali, l’iscrizione non è necessaria. Evitarla ti permette di risparmiare i contributi fissi della Gestione Artigiani e Commercianti INPS, pari a circa 4.200 euro annui.


Qual è la differenza tra codice ATECO 73.11.01 e 73.11.02?

Il codice 73.11.01 si riferisce all’ideazione di campagne pubblicitarie ed è più indicato per agenzie creative e professionisti che si occupano esclusivamente di concept e progettazione ADV. Il codice 73.11.02 copre la conduzione di campagne di marketing e servizi pubblicitari in senso più ampio, inclusa la gestione operativa dei canali social, la consulenza strategica e l’analisi dei dati. Per un social media manager, il 73.11.02 è la scelta più appropriata.


Quanto si paga di tasse con il regime forfettario e codice ATECO 73.11.02?

Con il codice ATECO 73.11.02 in regime forfettario, il coefficiente di redditività è del 78%. L’imposta sostitutiva è del 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni). A questo si aggiungono i contributi alla Gestione Separata INPS, pari al 26,07% del reddito imponibile. Su un fatturato di 40.000 euro, il carico fiscale e contributivo totale è di circa 11.500-12.000 euro.


Posso usare il codice ATECO 62.02.00 come social media manager?

Il codice 62.02.00 (consulenza informatica) ha un coefficiente di redditività del 67%, inferiore al 78% del codice 73.11.02. Può essere vantaggioso dal punto di vista fiscale, ma è appropriato solo se la tua attività si concentra prevalentemente sulla consulenza tecnica relativa a piattaforme e strumenti digitali. Se il tuo lavoro principale è la gestione dei social media, il 73.11.02 resta la scelta più coerente e sicura in caso di controlli.


GF

Scritto da Giulia Ferraro

Giulia Ferraro e una social media strategist milanese con nove anni di esperienza tra agenzia e consulenza indipendente per creator e PMI italiane. Insegna strategia social organica basata su dati, esempi reali del mercato italiano e zero scorciatoie. Ha studiato comunicazione allo IULM e si tiene costantemente aggiornata sui cambiamenti delle piattaforme.